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18 Maggio

DOMENICA 18


GITA AL MARE – Lido degli Estensi - 100 Km

ore 7,00 Raduno Bar LUNETTE
Bologna – Due Madonne – Caselle – Villanova – Castenaso – Vigorso – Riccardina – Mezzolara – Casoni - Molinella – Traghetto – a dx variante per Consandolo – a sx per Portomaggiore (sosta e ritrovo pullman) – Portoverrara – Bivio per Trava – proseguire per 3 Km. Ponticello sul canale –sempre dritto fino a Spina – seguire le indicazioni per Comacchio – Porto Garibaldi – Lido degli Estensi.

Bologna – Castenaso – Molinella – Portomaggiore (sosta) – Ostellato - Comacchio – Porto Garibaldi – Lido degli Estensi.

Si ricorda inoltre ai ciclisti che non rientrano in bicicletta di portare l’occorrente per fare la doccia e un telo o la borsa per consentire lo stivaggio dei telai in maniera asettica

 

Il muro di Sormano - Il resoconto

Sabato 26 aprile assieme a Walter e Roberto Viola (anche lui rigorosamente in giallo da me fornito) siamo partiti da Tavernola (Como) alla volta dei due obbiettivi che ci eravamo prefissi, ovvero Santuario della Madonna del Ghisallo e IL MURO DI SORMANO.

Ho preparato tutto dalla cartina all’elenco delle località che avremo toccato salvo un particolare: alla domanda “ma quanti chilometri sono pressappoco ?” la mia risposta è sempre stata “una settantina fra andata e ritorno, una scampagnata”.

Quindi dopo una abbondante colazione in stile “gruppo enogastro”, alle 9 siamo partiti percorrendo il lungolago che ci ha (a me e Walter) ricordato l’ Aurelia quando siamo andati in Liguria; dopo  un pò che pedalavamo guardiamo un cartello che indica Bellagio a 21 km, dopo un lasso di tempo in cui credevamo di aver percorso svariati km leggiamo Bellagio 18 km, e lì ai miei compagni è cominciato a sorgere qualche dubbio sull’effettivo chilometraggio ed io l’ho risolta con una battuta del tipo che non erano chilometri ma miglia marine (1850 mt).

Arrivo a Bellagio dove inizia l’ ascesa (o via crucis) al Santuario: percorriamo il primo chilometro in scioltezza (fino a Bellagio i chilometri erano stati pari a 34/35) poi mi ricordo che fino a Guello la strada non spiana di una nota, quindi i 3 chilometri seguenti li facciamo con rapporti più leggeri.

L’ascesa comunque procede bene perché è tutta pedalabile e offre squarci di panorama sul lago veramente suggestivi.

A Guello la strada spiana e addirittura c’è una bella discesa che ti fa recuperare l’ottimismo, poi ultimi tornanti, che si fanno in scioltezza e a Magreglio c’è a sinistra il Santuario (a destra c’è invece un campo santo chissà perché….).

Trionfo di ciclisti stravolti ma felici e visitatori comuni, busti di Coppi e Bartali dove io mi sono fatto inopinatamente fotografare, rotonda panoramica sul lago e……la paura di quello che ci attendeva dopo.

Stiamo a fare ancora foto, un po’ perché il posto lo merita, un po’ per fare della melina per rimandare la partenza poi risaliamo in bici e ripartiamo verso Asso (non è un film di Celentano).

Discesa a tutta birra consci del fatto che prima del muro bisognerà risalire fino al oltre 800 mt. e difatti a destra troviamo una indicazione per Sormano e lì riprendiamo a salire devo dire abbastanza agevolmente, dopodiché troviamo il tempo per una pisciatina tattica e per litigare con un troglodita del luogo il quale dopo aver suonato come un ossesso (non c’era un’anima) e averci letteralmente pelato aveva fatto il gesto di scendere.

Tutto si risolve con un nulla di fatto e all’improvviso appare il cartello Piani del Tivano e noi imbocchiamo la strada avvicinandoci sempre più al nostro destino.

Destino che si materializza poco dopo sotto forma di ridente zona per picnic ma sull’asfalto appaiono i numeri che suonano, come dicono nel film della Francia i Bagarre, “a morto”: punte del 25%, 18, 16,

5 ???% non pervenuto.

Dopo alcune foto scaramantiche con Walter che tiene un piede sulle mie spalle, in coppia, da soli  si parte: piccola discesina quasi tranquillizzante, io metto il mio vigliacco 30/26 poi decido di passare istantaneamente al 30/28 dopodichè iniziano le preghiere rivolte a tutti i santi alla Madonna a Gesù etc, etc,….intanto sul’asfalto è uno stillicidio di numeri di dislivello.

All’inizio non ci guardo poi, quando cominciano a superare i 950 comincio a credere di farcela; nel tratto al 25% sento la bici che sta per cappottare ma trovo la forza di passare Roberto Viola sussurrandogli implorante“puoi spostarti a destra”, lui mi risponde “si Piero, grazie”, mi chiedo ancora perché mi abbia ringraziato.

Walter grazie ai rapporti che non lo aiutano di sicuro è relegato nelle retrovie e nessuno dei due si prende la briga di guardare indietro né di urlare “ TUTTO A POSTO ?” per ovvi motivi.

A un certo punto vedo un individuo che, mentre passo mi dice che manca ormai un niente, e infatti ho già passato il numero 1000 di dislivello: all’improvviso dopo una curva vedo la sbarra di arrivo e mi ritrovo assieme a Roberto mentre arriviamo in cima: E’ FATTA, CE L’ABBIAMO FATTA!!!!!! Lo diciamo, ci congratuliamo, fra di noi ma ancora siamo increduli, poi ariiva “cuore matto” Walter coi battiti a 205 e ci siamo tutti.

In cima ci sono dei somari, e allora nello spirito del gruppo scatta la facile gag con foto dei somari (noi) in mezzo a quelli veri; la mia macchinetta, usata da mia figlia il giorno prima è ovviamente scarica ma sono talmente felice che non riesco ad incazz…

Incrociamo altri che sono venuti su dopo di noi però mettendo il piede a terra, un ragazzo che dall’abbigliamento, la bici, il fisico sembra un ufo ammette di avere fatto il muro a piedi.

Ripartiamo verso Tavernola e la strada è tutta in discesa, andiamo giù come dei razzi ed io trovo il modo di sfiorare il bis di Ca’di Pippo, arriviamo sul lago e voliamo letteralmente tanto andiamo veloci; a Como inseguo una macchina dopo l’ennesima clacsonata (dobbiamo scomparire dalla strada) e spingo la bici ai 44/45 poi i ragazzi mi urlano qualcosa e mi ricordo che per arrivare al Salesianum c’è un’ultima  salitina bellina da fare ma ormai non me importa più nulla.

Arriviamo all’ingresso tutti e tre alle 15,30 dopo aver percorso 95/96 km (non 70).

E’ stata un’esperienza unica.

 

Un bacione da Pierino
Il saluto del Presidente


A.S.D FELSINA 2008

ASD Felsina
Il primo pensiero è sicuramente per un amico che purtroppo non è più con noi, ma che in questa società in questi ultimi anni  ha contribuito a tenere alto il morale con la sua simpatia ed il suo sorriso solare che penso nessuno di noi scorderà mai: Renato ci manchi, ma ti ricorderemo sempre tutti con tanto affetto.

Riguardo agli appuntamenti ciclistici che ci attendono per l’anno venturo,mi preme evidenziare che la società parteciperà compatta alle cinque prove del circuito romagnolo nei mesi primaverili; tengo a precisare che non si tratta di vere e proprie gran fondo competitive, ma sono appuntamenti con percorsi per tutti i gusti, a partenza libera, con abbondanti ristori, dove il divertimento è assicurato (a meno che non si perseveri nelle forature…).

Vi aspetto numerosi in sella alle vostre biciclette all’appuntamento con lo spuntino del 2 marzo, anche se immagino ci sarà qualche defezione (chissà poi perché ?).




Il Presidente
Federico Rangoni
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