|
Sabato 26 aprile
assieme a Walter e Roberto Viola (anche lui rigorosamente in giallo da me
fornito) siamo partiti da Tavernola (Como) alla volta dei due obbiettivi che ci
eravamo prefissi, ovvero Santuario della Madonna del Ghisallo e IL MURO DI
SORMANO.
Ho preparato tutto
dalla cartina all’elenco delle località che avremo toccato salvo un particolare:
alla domanda “ma quanti chilometri sono pressappoco ?” la mia risposta è sempre
stata “una settantina fra andata e ritorno, una
scampagnata”.
Quindi dopo una
abbondante colazione in stile “gruppo enogastro”, alle 9 siamo partiti
percorrendo il lungolago che ci ha (a me e Walter) ricordato l’ Aurelia quando
siamo andati in Liguria; dopo un pò che pedalavamo guardiamo un cartello
che indica Bellagio a 21
km, dopo un lasso di tempo in cui credevamo di aver
percorso svariati km leggiamo Bellagio 18 km, e lì ai miei compagni è cominciato a
sorgere qualche dubbio sull’effettivo chilometraggio ed io l’ho risolta con una
battuta del tipo che non erano chilometri ma miglia marine (1850
mt).
Arrivo a Bellagio dove
inizia l’ ascesa (o via crucis) al Santuario: percorriamo il primo chilometro in
scioltezza (fino a Bellagio i chilometri erano stati pari a 34/35) poi mi
ricordo che fino a Guello la strada non spiana di una nota, quindi i
3
chilometri seguenti li facciamo con rapporti più
leggeri.
L’ascesa comunque
procede bene perché è tutta pedalabile e offre squarci di panorama sul lago
veramente suggestivi.
A Guello la strada
spiana e addirittura c’è una bella discesa che ti fa recuperare l’ottimismo, poi
ultimi tornanti, che si fanno in scioltezza e a Magreglio c’è a sinistra il
Santuario (a destra c’è invece un campo santo chissà
perché….).
Trionfo di ciclisti
stravolti ma felici e visitatori comuni, busti di Coppi e Bartali dove io mi
sono fatto inopinatamente fotografare, rotonda panoramica sul lago e……la paura
di quello che ci attendeva dopo.
Stiamo a fare ancora
foto, un po’ perché il posto lo merita, un po’ per fare della melina per
rimandare la partenza poi risaliamo in bici e ripartiamo verso Asso (non è un
film di Celentano).
Discesa a tutta birra
consci del fatto che prima del muro bisognerà risalire fino al oltre 800 mt. e
difatti a destra troviamo una indicazione per Sormano e lì riprendiamo a salire
devo dire abbastanza agevolmente, dopodiché troviamo il tempo per una pisciatina
tattica e per litigare con un troglodita del luogo il quale dopo aver suonato
come un ossesso (non c’era un’anima) e averci letteralmente pelato aveva fatto
il gesto di scendere.
Tutto si risolve con un
nulla di fatto e all’improvviso appare il cartello Piani del Tivano e noi
imbocchiamo la strada avvicinandoci sempre più al nostro
destino.
Destino che si
materializza poco dopo sotto forma di ridente zona per picnic ma sull’asfalto
appaiono i numeri che suonano, come dicono nel film della Francia i Bagarre, “a
morto”: punte del 25%, 18, 16,
5 ???% non
pervenuto.
Dopo alcune foto
scaramantiche con Walter che tiene un piede sulle mie spalle, in coppia, da soli
si parte: piccola discesina quasi tranquillizzante, io metto il mio
vigliacco 30/26 poi decido di passare istantaneamente al 30/28 dopodichè
iniziano le preghiere rivolte a tutti i santi alla Madonna a Gesù etc,
etc,….intanto sul’asfalto è uno stillicidio di numeri di
dislivello.
All’inizio non ci
guardo poi, quando cominciano a superare i 950 comincio a credere di farcela;
nel tratto al 25% sento la bici che sta per cappottare ma trovo la forza di
passare Roberto Viola sussurrandogli implorante“puoi spostarti a destra”, lui mi
risponde “si Piero, grazie”, mi chiedo ancora perché mi abbia
ringraziato.
Walter grazie ai
rapporti che non lo aiutano di sicuro è relegato nelle retrovie e nessuno dei
due si prende la briga di guardare indietro né di urlare “ TUTTO A POSTO ?” per
ovvi motivi.
A un certo punto vedo
un individuo che, mentre passo mi dice che manca ormai un niente, e infatti ho
già passato il numero 1000 di dislivello: all’improvviso dopo una curva vedo la
sbarra di arrivo e mi ritrovo assieme a Roberto mentre arriviamo in cima: E’
FATTA, CE L’ABBIAMO FATTA!!!!!! Lo diciamo, ci congratuliamo, fra di noi ma
ancora siamo increduli, poi ariiva “cuore matto” Walter coi battiti a 205 e ci
siamo tutti.
In cima ci sono dei
somari, e allora nello spirito del gruppo scatta la facile gag con foto dei
somari (noi) in mezzo a quelli veri; la mia macchinetta, usata da mia figlia il
giorno prima è ovviamente scarica ma sono talmente felice che non riesco ad
incazz…
Incrociamo altri che
sono venuti su dopo di noi però mettendo il piede a terra, un ragazzo che
dall’abbigliamento, la bici, il fisico sembra un ufo ammette di avere fatto il
muro a piedi.
Ripartiamo verso
Tavernola e la strada è tutta in discesa, andiamo giù come dei razzi ed io trovo
il modo di sfiorare il bis di Ca’di Pippo, arriviamo sul lago e voliamo
letteralmente tanto andiamo veloci; a Como inseguo una macchina dopo l’ennesima
clacsonata (dobbiamo scomparire dalla strada) e spingo la bici ai 44/45 poi i
ragazzi mi urlano qualcosa e mi ricordo che per arrivare al Salesianum c’è
un’ultima salitina bellina da fare ma ormai non me importa più
nulla.
Arriviamo all’ingresso
tutti e tre alle 15,30 dopo aver percorso 95/96 km (non
70).
E’ stata un’esperienza
unica.
Un bacione da
Pierino
|